
Dal 1987, ogni prima domenica di luglio, le strade dei passi dolomitici vengono chiuse al traffico e restituite esclusivamente alle biciclette. Non è una metafora: per un giorno intero, il silenzio dei motori lascia spazio solo al fruscio delle ruote, al ritmo del fiato in salita, alla bellezza pura di pedalare su asfalto che sembra fatto apposta per questo momento.
La prossima edizione è domenica 5 luglio 2026 — la 39ª — con 8.000 ciclisti selezionati tra oltre 32.400 richieste provenienti da 85 nazioni. Il tema scelto è Pax, la pace: migliaia di persone di lingue e culture diverse, accomunate da un pedale e da uno sguardo verso le stesse cime.
La Maratona — 138 km, 4.230 m di dislivello.
La versione integrale. Tocca tutti e sette i passi: Campolongo, Pordoi, Sella, Gardena, Giau, Falzarego e Valparola. Il Passo Giau — quasi 10 km al 9,3% di media con punte al 15% — è il muro che separa chi finisce da chi si arrende.
Il Medio — 106 km, 3.130 m di dislivello.
Include Falzarego e Valparola, esclude il Giau. Resta una sfida seria, accessibile a un ciclista allenato che conosce le proprie gambe.
Il Sellaronda — 55 km, 1.780 m di dislivello.
Il circuito classico dei quattro passi — Campolongo, Pordoi, Sella, Gardena. Non è una scorciatoia: è un'esperienza completa in sé, perfetta come primo approccio alle Dolomiti in bici.
Passo Campolongo (1.875 m) — 5,8 km al 6,1%. Il primo passo del mattino, quello che scalda i motori mentre l'alba sta ancora sciogliendo la nebbia sulle valli. Da Arabba la salita è regolare, ma non va sottovalutata: è la prima di molte. Nel percorso lungo ci si torna una seconda volta — e quella seconda salita, con le gambe già consumate, è tutta un'altra storia.
Passo Pordoi (2.239 m) — 9,2 km al 6,9%. Il tetto del Sellaronda. Qui riposa la memoria di Fausto Coppi, celebrata da un monumento che i ciclisti di tutto il mondo vengono a visitare. La salita da Arabba è lunga e continua, senza mai un respiro vero, con un paesaggio che si apre sempre di più man mano che si guadagna quota.
Passo Sella (2.244 m) — 5,5 km al 7,9%. Il passo più duro del Sellaronda. In cima, le Torri del Sella sembrano abbastanza vicine da toccarle con una mano. La vista sul Sasso Piatto e Sasso Lungo è tra le più fotografate delle Dolomiti — e quando ci arrivi in sella, dopo quasi l'8% di media, la trovi con occhi diversi da quelli di chi ci arriva in auto.
Passo Gardena (2.121 m) — 5,8 km al 4,3%. Il passo più gentile del Sellaronda divide i percorsi: chi fa il Classico va verso Corvara e l'arrivo, chi fa il Medio o il Lungo si prepara a una seconda parte molto più impegnativa.
Passo Giau (2.236 m) — 9,9 km al 9,3%. Il mostro. Solo nel percorso lungo, il Giau è la salita che i corridori temono di più — e con ragione. Quasi 10 km sopra il 9% di media: non esiste un metro in cui staccare la testa e pedalare in automatico. Chi supera il Giau con le gambe ancora integre ha già vinto la sua gara personale.
Passo Falzarego (2.105 m) — 11,5 km al 5,8%. Lungo e continuo, arriva dopo il Giau, quando le riserve sono già esaurite. Le Cinque Torri sullo sfondo, le Tofane che avanzano verso il cielo: un panorama che tiene su anche le gambe più stanche.
Passo Valparola (2.200 m) — 11,8 km al 6,7%. L'ultimo passo del percorso lungo. Dopo quasi 130 km e quattromila metri di dislivello, il Valparola ti chiede un'ultima volta di dare tutto. Chi lo supera non è più la stessa persona che è partita alle sei di mattina.
La Maratona dles Dolomites seleziona 8.000 ciclisti su oltre 32.000 richieste. Ma i passi — il Pordoi, il Sella, il Giau, il Falzarego — sono lì ogni giorno, ad aspettarti.
Noi di Dolomites Bike Guide siamo le guide ufficiali di Arabba e proponiamo uscite guidate sugli stessi percorsi della Maratona. Puoi scegliere il percorso intero, una singola salita, o costruire un programma su misura per i tuoi giorni nelle Dolomiti. Arabba è il punto in cui le strade del Campolongo, del Pordoi e del Falzarego si incrociano: la porta naturale di tutta la Maratona, e la nostra casa.
Una guida che conosce questi passi sa dove il vento cambia direzione, qual è il tratto che sembra impossibile e invece si rompe con la cadenza giusta, dove fermarsi nel punto esatto in cui la luce del mattino colpisce le Dolomiti in un modo che non torna più così fino al giorno dopo. Sa anche come gestirti il ritmo sulla seconda salita del Campolongo, quando le gambe non rispondono più come vorresti.
Se vuoi vivere la Maratona dles Dolomites — tutta o in parte, con la bici da corsa o con l'e-bike, da solo o in gruppo — contattaci per costruire insieme la tua esperienza.
Ti aspettiamo ad Arabba.

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